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Meridiani

di Mino Specolizzi

L’idea di questo progetto nasce da un’esigenza di riqualificare il territorio culturalmente ed architettonicamente. Il nome “meridiani” è il rimando simbolico ad un concetto più vasto formato originariamente da due parole: “demoni meridiani” che vuole stare a significare la nostra passione per quell’aspetto magico-rituale di creature che “incantano il mare, appesantiscono i vascelli, paralizzano i remi… fanno cessare il vento” così anche i discorsi di questi può ammaliare, perché “essi non si impadroniscono di nessuno con la violenza, ma incantano coi loro argomenti” ed ambientale che la terra del salento come altri luoghi hanno per diverse ragioni.

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Storia di un'acqua che non è privatizzabile.

Perchè abita nel vento.

di MIlena Magnani

L’orto dei Tu’rat per ribadire che l’acqua è di tutti. Storia di un acqua che non è privatizzabile. Perché abita nel vento. Di Milena magnani L’Orto dei Tu’rat è un progetto pilota che si pone tra i suoi obiettivi quello di realizzare un ecosistema auto sostenibile.

Tale ecosistema ruota intorno alla costruzione di strutture arcaiche in pietra a secco a forma di mezza luna di cui abbiamo utilizzato il nome arabo “Tu’rat”, strutture che hanno la funzione di captare e riutilizzare l’umidità contenuta nei venti in modo da consentire l’irrigazione di un orto botanico senza apporto meccanico di acqua.

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Dalla nebbia acqua per le regioni aride

di Roberto Semenzato

E se dopo l’energia, le zone desertiche producessero un altro bene prezioso per le popolazioni del pianeta? L’acqua. L’ipotesi non è la trama di un romanzo o di un film, ma la nuova frontiera della ricerca in materia di approvigionamento idrico. Dall’America del Sud e dall’Africa arrivano nuove speranze in merito.

 

Ad accomunare la regione dell’Assab in Eritrea ed i litorali del Cile, separate da continenti ed oceani, non è solo il clima desertico, ma anche oltre dieci anni, per le coste sudamericane e qualcuno di meno per quelle africane, di sperimentazioni innovative nei campi  dell’approvigionamento idrico.

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Acqua dalla nebbia

pubblicato dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung

Nella nebbia si nasconde una considerevole quantità d'acqua e spesso è un'ottima acqua potabile. Risorsa da sfruttare in particolari aree scarse di pioggia.

Leggendaria è la nebbia di Londra: anche chi non l'ha vissuta di persona, forse ne sa qualcosa dai romanzi gialli di Edgar Wallace. La nebbia di Iquique nel Nord del Cile è invece molto meno nota, eppure, per gli specialisti del settore è la mecca, rileva Otto Klemm dell'Istituto di Ecologia del territorio dell'Università di Muenster. “Una bella nebbia densa e con il vento –è l'ideale da spremere”. Così descrive le opportunità di Iquique sul Pacifico.

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L'orto dei tu'rat

di Mauro Garofalo

Salento. Terre brulle aride, battute dal vento, a rischio desertificazione. Forse l'avanguardia di un'ennesima catastrofe silenziosa. Vento di sud, vento di mezzeria, Mediterraneo terra di raid in questi giorni.

Eppure. Arrivati a Ugento, da lontano la terra si incontra con la memoria di questi luoghi, di pasta di miele e spezia araba. Dodici mezzelune a pietra a secco disposte sui campi, a irrigare un'area altrimenti riarsa. Sono i tu'rat, costruzioni di memoria antica che, usando le parole di Milena Magnani, "spremono acqua dalla pietra".

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Orto dei Tu'rat Via Marco Polo 67, 73055 – (TORRE SUDA) RACALE (LE)
Cell (+39) 3282260629 – e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
C.F.: SPCCSM61P05H147O P.IVA: 02865991208

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Puglia EventsEPPELA: le mezzelune fertili che spremono acqua dalla pietra

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